Ecco uno degli ultimi incontri della stupenda carriera di uno dei portabandiera del karate italiano nel mondo: Davide “The King of Uramawashi” Benetello.
Si tratta della sfida Francia Vs resto del mondo, dove Davide combatte contro Florian Malguy, sfoggiando tecniche spettacolarissime e grande spettacolo!
Da non perdere l’appuntamento di giovedì 3 aprile con lo SHOW DEI RECORD, condotto da Barbara Durso, su Canale 5!
A tentare un’impresa tra i vari concorrenti della serata ci sarà anche il campione di Karate Davide Benetello!
Da oggi disponibile su You Tube il video con alcune tra le più belle azioni sul tatami di Gennaro Talarico.
“ALLENAMENTO CON IL BRINDISI”
28-30 dicembre 2007
Gennaro TALARICO e Davide BENETELLO
VI ASPETTANO PER BRINDARE AL NUOVO ANNO CON IL KARATEGI A SUON DI KIZAMI – GYAKU – MAWASHI E URAMAWASHI.
Presso l’HOTEL FELCARO Cormòns (GO)
per info
Continuano gli speciali dedicati al mondo del Karate e in particolare della disciplina del Kumite. Abbiamo realizzato una bella intervista con un nome che ha fatto storia sui tatami di tutto il mondo, prima come atleta, con una carriera ricca di soddisfazioni e tra le più longeve in assoluto, e ora come grande tecnico: Gennaro Talarico.
Buongiorno Gennaro e benvenuto con la tua intervista tra le pagine di Karate Mag.
Come ti sei avvicinato al Karate e al mondo delle competizioni?
HO SAPUTO CHE ERA INIZIATO UN CORSO DI KARATE IN UNA SCUOLA MEDIA VICINO A CASA MIA ED INSIEME AD ALCUNI AMICI HO FATTO LA LEZIONE PROVA (LA PRIMA LEZIONE RICORDO ANCORA DI AVERLA FATTA CON I VESTITI CHE AVEVO ADDOSSO), ED E’ STATO AMORE A PRIMA VISTA. CON IL PASSARE DEGLI ANNI SONO INIZIATE LE PRIMA GARE DI KATA E POI DI KUMITE ED A 17 ANNI FACCIO IL MIO PRIMO CAMPIONATO ITALIANO DI KUMITE E LO VINCO. DA QUEL MOMENTO L’APPROCIO ALLE GARE E’ CAMBIATO PERCHE’ ERO IL CAMPIONE ITALIANO E NON POTEVO FARE MALE.
Hai mai avuto dei modelli di riferimento? C’erano degli atleti che ti piacevano per il loro modo di combattere?
PRIMA DEL CAMPIONATO ITALIANO NON CONOSCEVO NESSUNO IN PARTICOLARE SE NON QUELLI CHE ERANO CONSIDERATI BRAVI NELLA MIA REGIONE, DOPO HO INIZIATO A VEDERE ATLETI CHE MILITAVANO NELLA NAZIONALE JUNIORES ED ALLORA IL MIO MODO DI COMBATTERE HA SICURAMENTE SUBITO DEI CAMBIAMENTI. AL TEMPO NON C’ERANO MODELLI PARTICOLARI AI QUALI FARE RIFERIMENTI ANCHE PERCHE’ ERA UN KARATE POVERO DI CONTENUTI TECNICI. ALCUNI NOMI AI QUALI DAVO PIU’ ATTENZIONE ERANO I FRATELLI GUAZZARONI, NICOLA SIMMI E FRANCESCO D’AGOSTINO.
Sei stato uno degli atleti dalla carriera più longeva del panorama internazionale, quando hai terminato le competizioni?
ALL’ETA’ DI 36 ANNI.
Sei tuttora legato al mondo delle gare grazie ai tuoi atleti, grazie agli incarichi federali e grazie al tuo modo di fare Karate. C’è stato un momento particolare, un motivo che ti ha spinto a diventare insegnante o ti è venuto naturale a fine carriera agonistica?
IN REALTA’, GIA’ DA ATLETA, NELLA PALESTRA DOVE MI ALLENAVO TENEVO I CORSI DI KUMITE, QUINDI NEL MOMENTO IN CUI MI SONO RITIRATO HO DEDICATO INTERAMENTE IL TEMPO AD INSEGNARE SENZA PENSARE PIU’ AI MIEI IMPEGNI AGONISTICI.
Quanto è cambiato il Karate agonistico dai tempi in cui eri tu a calcare il tatami ad oggi che lo fanno i tuoi allievi?
IO DEVO PREMETTERE CHE HO PASSATO PIU’ EPOCHE, DAL COMBATTIMENTO SENZA GUANTINI SINO AL REGOLAMENTO IN VIGORE ATTUALMENTE, E POSSO AFFERMARE CHE E’ CAMBIATO MOLTISSIMO. UN CAMBIAMENTO CHE HA PORTATO LA NOSTRA DISCIPLINA (SECONDO IL MIO PARERE) A CONSIDERARE IL KARATE DA “ARTE MARZIALE” A DISCIPLINA SPORTIVA.
Secondo te in Italia quanto hanno contribuito i gruppi sportivi militari a questa evoluzione?
PENSO MOLTISSIMO PERCHE’ HANNO DATO UNA SPINTA VERSO UN KARATE PROFESSIONISTICO.
La scuola italiana di Karate, gode di grande stima all’estero soprattutto grazie all’ottima forma tecnica. La situazione continuerà ad essere così?
PENSO DI SI’, PERCHE’ NELLO SPORT NON E’ COME NELLA POLITICA, DOVE SONO LE PAROLE O LE PROMESSE A FARLA DA PADRONE, QUI SONO I FATTI CHE DEVONO SEGUIRE ALLE PAROLE, QUINDI FINCHE’ IL MONDO RICONOSCE , GRAZIE AI RISULTATI AGONISTICI CHE OTTENIAMO IN CAMPO INTERNAZIONALE QUESTA POSIZIONE DI LEADER BISOGNA PRENDERNE SOLO ATTO. QUESTO PERO’ NON DEVE ESSERE UNA SITUAZIONE NELLA QUALE CI SI PUO’ ACCOMODARE SENZA LAVORARE, ANZI SEI COSTRETTO AD IMPEGNARTI DI PIU’ NELLO STUDIO E NELLA RICERCA CON L’AUSILIO DELLA MEDICINA DELLA BIOMECCANICA E QUANT’ALTRO.
Qual era la tua tecnica che temevano di più i tuoi avversari?
SICURAMENTE IL KIZAMI-TSUKI, MA IO NON PARLEREI SOLO DI TECNICA PERCHE’, A SENTIRE I MIEI AVVERSARI DI TUTTO IL MONDO IL PROBLEMA CHE TROVAVANO NELL’AFFRONTARMI ERA SULLA GESTIONE DEL COMBATTIMENTO SULLA DISTANZA E SULLA PROFONDITA’ DELLE TECNICHE.
Lo era per dote naturale o per un lavoro ben strutturato che ha dato i suoi frutti?
PER TUTTE E DUE, PERCHE’ DA UNA PARTE LA DOTE E’ LA GRANDE PRESENZA DI FIBRE BIANCHE PRESENTI NEI MIEI MUSCOLI (CIRCA IL 60%) CHE MI PERMETTEVA DI ESSERE RAPIDO DALL’ALTRA PER UN LAVORO STRUTTURATO SU QUESTE MIE CAPACITA’.
Oggigiorno quanto e come si deve allenare un atleta per raggiungere ottimi risultati nelle competizioni e per essere considerato un valido atleta di kumite?
LA RISPOSTA PRINCIPALE E’ CHE DEVE ALLENARSI “BENE”, PERCHE’ LA QUANTITA’ DI ALLENAMENTO SENZA QUALITA’ NON TROVA CONSENSI IN NESSUNA DISCIPLINA SPORTIVA. FATTA QUESTA PREMESSA POSSO CONSIDERARE UN BUON ATLETA UN KARATEKA CHE SI ALLENA ALMENO 4 VOLTE PER LA PREPARAZIONE TECNICA E 2 PER LA PREPARAZIONE FISICA.
Parliamo dei bambini. Il Karate in generale è una disciplina complessa, come vanno preparati i più piccoli per le competizioni? Con loro è meglio puntare a dei risultati immediati o a lunga scadenza?
SICURAMENTE SI DEVE PUNTARE A RISULTATI DI LUNGA SCADENZE. BISOGNA PREOCCUPARSI DI ALLENARE IN MANIERA ACCURATA LA PARTE DI PREATLETISMO DI CUI NECESSITA UN BAMBINO NELLA FASE EVOLUTIVA CHE NE E’ TOTALMENTE PRIVO. PRECOCIZZARE ALCUNI ELEMENTI NON HA MAI PORTATI A GRANDI RISULTATI IN NESUNNA DISCIPLINA SPORTIVA.
Al di là dei risultati dei propri atleti, quali requisiti e quali conoscenze deve avere attualmente un tecnico per essere considerato valido?
SICURAMENTE IL RISULTATO DEI PROPRI ATLETI E’ UN BUON PARAMETRO DI VALUTAZIONE, PERCHE’ IL RUOLO DEL TECNICO E QUELLO DI “SAPER FAR FARE E NON DI SAPER FARE”, DETTO QUESTO LA CONOSCENZA CHE BISOGNA AVERE E’ IN PIU’ CAMPI, E VANNO DALLA CONOSCENZA TECNICA SPECIFICA ALLA CONOSCENZA NEL CAMPO DELLA PREPARAZIONE ATLETICA E NELLA CONOSCENZA NEL CAMPO NEUROCOGNITIVO. NON BISONGA SOTTOVALUTARE L’ASPETTO PSICOLOGICO DELL’ATLETA.
Che consiglio ti senti di dare ai ragazzi che vorrebbero seguire le tue orme?
PERSEVERANZA NEL VOLER RAGGIUNGERE OBIETTIVI PREFISSATI E NON MOLLARE ALLA MINIMA DIFFICOLTA’.
Hai combattuto con i più grandi atleti del tuo periodo, hai calcato i tatami di tutto il mondo, hai avuto tante soddisfazioni, ma quanto ti è mancata la partecipazione ai giochi olimpici?
HAI TOCCATO UN TASTO DOLENTE!!! IN EFFETTI NON AVER PARTECIPATO AD UNA VETRINA COSI’ IMPORTANTE E’ SICURAMENTE LA COSA PIU’ NEGATIVA DELLA MIA CARRIERA AGONISTICA. SICURAMENTE QUESTO PERCHE’ HAI LA CONSAPEVOLEZZA DI ESSERE IN GRADO DI SALIRE SU DI UN PODIO OLIMPICO, CON TUTTE LE CONSEGUENZE MEDIATICHE DEL CASO, COME TUOI COLLEGHI DI ALTRE DISCIPLINE SPORTIVE.
Ci sono delle persone, degli insegnanti che senti di dover ringraziare per essere arrivato dove sei ora?
HO AVUTO LA MIA CRESCITA AGONISTICA DALLE MANI DEL PROFESSORE ASCHIERI, QUINDI DEVO PRINCIPALMENTE RINGRAZIERE LUI PER QUESTO E POI UN PO’ DI MERITO LO DEVO RICONOSCERE A ME STESSO PERCHE’ IN PRATICA MI SONO SEMPRE ALLENATO DA SOLO, CON PROGRAMMI FEDERALI, QUINDI HO DOVUTO SEMPRE STUDIARE E PROVARE COMPORTAMENTI TATTICI FACENDO TESORO DI QUELLO CHE ACCADEVA NELLE MIE GARE.
In conclusione. Quali sono i tuoi obiettivi per il tuo futuro da tecnico?
NON HO UN OBIETTIVO IN PARTICOLARE SE NON QUELLO DI DARE A PIU’ ATLETI POSSIBILI GRANDI SODDISFAZIONI AGONISTICHE E NON.
Grazie per la tua disponibilità e complimenti per tutto.
GRAZIE A TE.
Un’altra intervista molto interessante di Gennaro la trovate quì, questa volta la tematica è su come si diventa campioni:
http://www.comunicati-stampa.net/com/cs-16358
Karate: speciale Kumite.
Oggi abbiamo l’onore e il piacere di intervistare un personaggio italiano famoso in tutto il mondo grazie alle sue tecniche di gamba, un vero e proprio tiratore scelto. Un atleta che ha aiutato senza dubbio il Karate da competizione ad evolversi e a raggiungere i massimi livelli di spettacolarità: il grande Davide Benetello.
Ciao Davide, benvenuto su Karate Mag, come vanno le cose?
Molto bene Grazie, mi sono sposato il 22 Settembre con la mia compagna Debora, il libro della mia biografia prosegue bene e sto’ costruendo la mia casa. Un periodo duro ma ricco di soddisfazioni. Inoltre se ci aggiungi che gli stage dove sono richiesto sono in aumento, significa che il mio lavoro è apprezzato e ne vado fiero.
Parliamo dei tuoi inizi, che cosa ti ha attirato verso il mondo del Karate e del Kumite?
Semplicemente la curiosità,e qualche scena di film di arti marziali. Quello che più importa in questo caso è quello che mi ha trattenuto: un bravo maestro, dei validi programmi e un gruppo di ragazzi motivati a crescere.
Quando eri un ragazzo alle prime armi, chi erano i tuoi punti di riferimento in campo agonistico?
Quali erano i campioni che ammiravi di più?
Ti sembrerà strano, ma non avevo punti di riferimento, non guardavo videocassette di competizioni importanti e non conoscevo neanche i campioni dell’epoca, solo nel maggio del 1988 sono andato a vedere i Campionati Europei di Genova e li ho capito cosa fosse il Karate o meglio il Kumite e dove volevo arrivare.
Il 16 dicembre scorso a Nuvolera (Bs) hai dato ufficialmente l’addio alle gare con una festa. Come ci si sente dopo molti sacrifici, impegni e rinunce, a dover lasciare il mondo che per anni ti ha visto protagonista?
Dura, durissima, ma la mia carriera agonistica è durata 20 anni, e ho vinto tutto quello che si poteva vincere, alcune volte ho anche rivinto. All’età di 34 anni, ho ritenuto che fosse ora di staccare la spina.
Secondo te chi ha raccolto la tua eredità sul tatami? Chi potrà lasciare un segno particolare grazie alle sue doti come hai fatto tu?
Molti atleti in questo momento sono veramente bravi e sicuramente Stefano Maniscalco nei pesi massimi e’ il testimonial dello spettacolo sul tatami. Mi piace anche ricordare che la costanza negli anni e’ sinonimo di Campione, in questo fanno da padrone i vecchi lupi del tatami come Loria,Ortu, Leal, Sabanovich…
Quali sono attualmente gli atleti che ti piacciono di più del panorama internazionale?
A mio avviso negli ultimi anni il livello del Karate internazionale è calato, la colpa principale di questo è l’eslusione dai giochi olimpici avvenuta nel luglio 2005. Penso che se il Cio ammettera’ il Karate nel programma olimpico 2016 ci sara’ un incremento di interesse e di livello. Alcuni atleti, comunque restano dei fuoriclasse! Gennaro Talarico, Maniscalco, Loria, Guerunov, Otto, Pinna, Agahiev, Busa’ e Ortu e molti altri ancora, vincerebbero in ogni epoca.
La tua tecnica più famosa e più temuta dai tuoi avversari è sicuramente l’uramawashi da gamba posteriore, tanto è che ti sei guadagnato il soprannome di “The King of Uramawashi”. Quanto hai dovuto lavorare per crearti una “special tecnique” di quel livello?
Il mio allenamento è sempre stato costante negli anni e durissimo negli anni in cui puntavo al titolo Europeo e Mondiale. Per creare una “special tecnique” bisogna allenare tutto il Karate con particolare attenzione alla catena muscolare interessata al gesto specifico….fino ad un certo punto, perchè bisogna ricordarsi che il troppo storpia e ripetere un movimento all’infinito perde nel tempo la sua istintività naturale. La cosa più importante è l’esecuzione della tecnica, la ferrea convinzione che stiamo eseguendo una tecnica che sta andando a bersaglio!
Quanto è importante nel Karate moderno la componente fisico-atletica?
Tanto, tantissimo, ma e’ altrettanto importante saper combattere, anzi sicuramente molto piu’ importante la tattica e la scelta di tempo. La preparazione atletica è fondamentale per un campione che oramai possiede una ottima tattica e tecnica, ma è di secondo piano per chi ancora la tecnica deve masticarla bene.
Quanto conta la fantasia in un atleta di Kumite?
Molto per diventare un fuoriclasse, ma non e’ indispensabile per diventare un buon combattente.
Come si allena un atleta per arrivare ai tuoi livelli?
Si allena due volte al giorno e almeno Dieci volte alla settimana, per due ore ad ogni seduta di allenamento.Il tutto divi so tra Karate, preparazione atletica e preparazione con i pesi.
Sappiamo che stai scrivendo un libro, ce ne vuoi parlare?
Certo, anche se non voglio dirvi molto. Sara’ una Biografia scritta da Daniele Benvenuti, in cui all’interno ci sara’ di tutto su di me e anche “forse
” Karate!
Ci racconteresti un episodio divertente della tua vita da atleta?
Voglio farvi una sorpresa………….leggete il libro !!!! Uscira tra Natale e Gennaio!
Nel corso della tua carriera agonistica qual è stata l’emozione più grande che hai avuto sul tatami?
Quando ho vinto la medaglia di rrozo contro il Francese Balde ai Mondiali di Rio de Janeiro 1998, dopo un recupero da 4 a 0 per lui a 6 a 5 per me. Uscendo dal tatami abbracciai mio padre in lacrime. Fu bellissimo!
Quali sono stati gli avversari in gara che hai stimato di più sia come atleti che come persone e amici?
I miei avversari storici sono stati il Francese Chardieu e il Francese Balde’, avversari con i quali sono rimasto buon amico anche fuori dal tatami.
Hai fatto parte per anni di uno dei gruppi sportivi militari più importanti e prestigiosi d’Italia, le Fiamme Gialle. Come vedi questa decisione di non arruolare più atleti per il Karate?
Una cosa assurda, motivata solamente dal fatto che il Karate non è uno sport Olimpico, ma lo sarà certamente ! Spero solo che quando il Cio nel 2009 voterà per il Karate olimpico, le Fiamme Gialle apriranno di nuovo i battenti. Nel nostro gruppo c’era un grido di battaglia ” Fiamma Gialla ancora una volta, Fiamma Gialla per tutta la vita !”
Cosa ricorderai con piacere e che cosa ti mancherà di quel gruppo?
Ricorderò per tutta la vita di aver fatto parte del gruppo più forte del mondo del karate e di esserne stato il capitano e mi mancherà la voglia di allenarsi e vincere e lo spirito di gruppo che si respira in quell’ambiente!
Che cosa ti hanno dato e cosa ti hanno trasmesso nel corso del tempo i tuoi insegnanti e allenatori?
Sono sempre stato un atleta ed una persona che sa ascoltare e cerca di capire i vari problemi visti da varie angolazioni, tutti i miei allenatori mi hanno dato qualcosa per diventare la persona che sono ora, nella palestra prima e nel gruppo sportivo dopo, questo argomento sarà molto più approfondito nel mio libro!
Quale consiglio daresti oggi ad un giovane praticante che sogna di imporsi nelle competizioni come hai fatto tu?
Costanza, pazienza, volontà, lungiumiranza e una marea di umiltà!
Parliamo del sogno di ogni sportivo. Quanto ci avresti tenuto a partecipare ai Giochi Olimpici?
Ho versato lacrime ad ogni cerimonia di apertura dei molti giochi olimpici ai quali avrei potuto partecipare in 20 anni di carriera! Darei tutte le mie medaglie ad eccezione del titolo mondiale per una qualsiasi medaglia olimpica.
In conclusione. Come vedi il Davide Benetello del futuro?
Sai che non lo so’ ! Sono comunque molto positivo! Penso e spero di essere anche un buon tecnico! Collaboro con molte palestre e anche con nazioni straniere, sai come si dice….”Se son rose…fioriranno”!! La vita extra Karate va anche molto bene, mi sono sposato recentemente e sto finendo la costruzione della mia casetta!
E in vece il Karate del futuro?
Lo vedo molto bene solo se il Karate diventerà Olimpico e se i nostri vertici politici permetteranno ai liberi imprenditori di entrare in questo mondo con la possibilità di organizzare eventi bypassando la nostra burocrazia!
C’è qualche cosa che non ti abbiamo chiesto di cui vorresti parlare?
Questa intervista è stata molto profonda e più o meno ho parlato di tutto quello che è il mio mondo…una cosa ancora, mi piace da impazzire, anche se non sono Maradona, giocare a calcetto!
Saluti e ringraziamenti.
Grazie a te Pierluigi, valido karateka e personal Web Master, per avermi dato la possibilità di dividere con gli altri le mie sensazioni e le mie esperienze nel mondo del Karate! Un abbraccio Davide Benetello!
Grazie per la disponibilità e la cortesia che da sempre ti ha distinto da atleta e ora da docente.



