Centro Arti Marziali Barlassina A.S.D.
Associazione Sportiva Dilettantistica affiliata alla Federazione FIJLKAM-CONI
ORGANIZZA Stage di Karate
che vedrà come dimostratore il pluricampione d’Europa e del Mondo di Kata Vincenzo Figuccio
Programma dell’incontro che si terrà Sabato 2 Febbraio 2008 presso la Palestra Ronin di Monza, via Savonarola 19
1° corso: dalle 15.30 alle 16.30 per bambini/ragazzi dai 6 ai 12 anni
• Attivazione motoria
• Sviluppo di alcune capacità motorie
• Propedeutici per Kata in maniera ludica
2° corso: dalle 16.30 alle 17.30 per amatori oltre i 12 anni fino a cintura blu
• Attivazione motoria
• Propedeutici per Kata con accenni al Bunkai
3° corso: dalle 17.30 alle 19.00 per agonisti, cinture marroni/nere e tecnici
• Attivazione motoria
• Propedeutici per Kata
• Kata: KANKUDAI, cenni del bunkai
• Accenni alla preparazione atletica
4° corso: dalle 19.00 alle 20.00 per cinture nere e tecnici
• Psicologia dello sport
info@vincenzofiguccio.com
Calendario 2008 – Stage di Kata con Vincenzo Figuccio
Sabato 2 Febbraio 2008 – PALESTRA RONIN Monza, Via Savonarola 19
Sabato 1 Marzo 2008 – PALAZZETTO COMUNALE Barlassina, Via Vecellio
Sabato 10 Maggio 2008 – PALAZZETTO COMUNALE Barlassina, Via Vecellio
Presentato al grande pubblico sabato 17 novembre, è già on line il nuovo sito ufficiale del Campione Europeo e Mondiale Vincenzo Figuccio. Molte sezioni presenti, dalle fotografie ai video delle competizioni, dalle nozioni sull’alimentazione alle news e ai risultati dlle gare. Non vi resta che andarlo a visitare e lasciare un vostro messaggio sul guestbook!
In questa intervista abbiamo parlato di Kata con uno dei massimi esponenti della scuola italiana nel mondo, uno dei componenti del “Dream Team” che per due volte consecutive ha raggiunto la vetta più alta ai Campionati Mondiali e che per innumerevoli volte è salito sul tetto d’Europa: VINCENZO FIGUCCIO.
Ciao Vincenzo, benvenuto su Karate Mag, come vanno le cose in questo periodo?
Molto bene, ottimo periodo fisico e mentale. Sono in un momento di costruzione nella mia vita per vari motivi. Il primo e che sto terminando la prima parte del percorso universitario in scienze motorie che mi sono prefissato, per poi procedere con la specialistica; in contemporanea stiamo lavorando in nazionale per preparare gli europei di maggio 2008 e i successivi mondiali a Tokyo 08 .Nelle palestre sociali stiamo costruendo i presupposti per fare un anno di attività agonistica ad alti livelli sia nel Kata che nel Kumite. Infine ma non per importanza, anzi, sto preparando insieme a Ramona il nostro futuro matrimonio in vista a Luglio del 2008.Posso dire che il 2008 sarà un anno molto intenso.
Parliamo dei tuoi inizi, che cosa ti ha attirato verso il mondo del Karate e in particolar modo a quello del Kata?
Il karate nasce come gioco e come diversivo alla strada, dato che io provengo dall’interland di Milano, zone che non offrono ai ragazzi che rimangono ai bordi dei marciapiedi, cose molto positive per il futuro. Per quanto riguarda la scelta del Kata è stata indotta dagli eventi. Io fino all’età di 16 anni partecipavo sia alle competizioni di Kata che di Kumite salendo sempre sul podio.Specializzarsi nello sport di oggi è giusto ma non precocemente, i ragazzi devono fare più esperienze possibili, perché saranno il valore aggiunto quando si inizierà a fare le gare in categorie più alte.
Quando eri un giovane karateka alle prime armi, quali erano i tuoi punti di riferimento in campo agonistico?
Devo dire con tutta sincerità che non avevo nessun atleta che mi facesse perder la testa, era l’ambiente in palestra e il maestro che ci creava stimoli e motivazioni.
Quali erano i campioni che ammiravi di più?
Sicuramente appena ho cominciato uno degli atleti che mi incuriosiva molto era Michael Milon, ex Campione del Mondo e d’Europa.e anche Abe, anche lui Campione del Mondo più volte.
Lo scorso anno a Tampere (Finlandia) ti sei riconfermato campione del mondo a squadre. Come ci si sente dopo molti sacrifici, impegni e rinunce, a raggiungere un risultato così importante, facendo scuola a tutte le altre nazioni compresi i maestri giapponesi?
Bisogna dire che essere riusciti a riconquistare il secondo titolo mondiale è stata una bella impresa. Sicuramente il titolo mondiale vinto per la prima volta in Messico nel 2004 ha avuto un sapore unico dato che battemmo il Giappone che era da VII edizioni la squadra campione del Mondo. Vincere contro il Giappone è stato un sogno, riconfermarsi a Tampere battendo la Francia è stato svegliarsi dal sogno e capire che era realtà. I sacrifici sono immensi sia quelli i che vivi in prima persona che quelli delle persone con cui vivi tutti i giorni e il coronare con delle vittorie queste lunghe assenze è la giusta ricompensa.
Quali sono attualmente le squadre in campo internazionale che hanno evoluto il modo di eseguire i kata sulle orme delle vostre performance?
Bisogna sinceramente dire che incominciano ad essere molte le scuole straniere che iniziano ad emulare la scuola italiana, come Lussemburgo, Inghilterra, Germania, grazie sicuramente anche ad un dominio sia in campo a squadre che individuale. Per quanto riguarda nazioni come Francia e Spagna, sono scuole molto legate ad un loro modo e secondo il mio punto di vista rimane molto più bello nel vedere sfide dove scuole di pensiero diverse mettono a confronto i loro atleti.
Il bunkai del kata Gangaku che esguite nelle finali è una delle routine più spettacolari di tutti i tempi! Sei conscio del fatto che questo tipo di applicazione abbia alzato notevolmente il livello delle competizioni?
Io mi ritengo ancora un atleta e come tale cerco insieme al D.T. Aschieri e ai miei due compagni Luca Valdesi e Lucio Maurino di continuare ad evolvere la nostra performance, perché la consapevolezza che si crea con le vittorie può risultare la componete fallimentare nella competizione successiva.Sicuramente il regolamento attuale dove vi è un Kata ed un Bunkai è motivo di grande spettacolo nelle finali Golden League, Europee e Mondiali.
Quanto conta nel Kata moderno la componente fisico-atletica?
Tendo spesso a precisare che la filosofia della federazione FIJLKAM è quella di eseguire delle prove nell’ambito Kata dove ci si attiene molto al Kata tradizionale, ovviamente essendo al fianco del CONI e quindi assieme a tutte quelle discipline sportive che partecipano alle Olimpiadi, abbiamo una mentalità scientifica, dove la prestazione atletica e fisica diventano inevitabili. Noi abbiamo come obiettivo il fatto di eseguire un Kata il più preciso possibile tecnicamente con una prestazione fisico atletica ai massimi livelli.
Come si allena un atleta per preparare una competizione di kata di alto livello?
Conosco come mi alleno io ed i miei compagni e posso dire che l’impegno nei periodi intensi di lavoro arriva fino alle 5 ore al giorno, adesso che abbiamo raggiunto un discreto livello.Anni fa si arrivava a fare fino alle 8 ore al giorno.Bisogna tener conto che in un allenamento che bisogna toccare molti aspetti, che vanno da quelli tecnici alla preparazione generica e specifica.
Quali sono i tuoi tokui kata?
I miei tokui sono: ENPI,KANKUSHO,UNSU,GANKAKU,SOCHIN.
Che cosa ne pensi dei Kata musicali e dei Kata artistici?
Io ritengo che i Kata di libera composizione siano il futuro del nostro sport, dato che la scelta in competizioni dove si eseguono 8 Kata per vincere, sia indispensabile.Bisogna assolutamente evolversi mantenendo l’identità “Karate” e l’introduzione di Kata musicali arricchisce ancor di più questo grande mondo, senza assolutamente dimenticare i Kata codificati che rimangono importantissimi.
Sappiamo che stai studiando e che ti occupi di scienza e karate, ce ne vuoi parlare?
Si, per ora sto portando avanti la mia formazione sia in ambito agonistico che universitario, che mi sta dando un ottima cultura e conoscenza, che potrebbe essere utile nel momento in cui l’attività delle gare finisca. Poter capire meglio come funziona il mio sport, spero mi dia la possibilità di contribuire più avanti nel farla evolvere in maniera intelligente.
Ci racconteresti un episodio divertente della tua vita da atleta?
Gli episodi che potrei raccontare in questi 14 anni di nazionale seniores sono infiniti. Vivere le esperienze in un gruppo cosi bello è motivo di divertimento costante, sicuramente divertente per i miei compagni, più che per me, è stato al campionato europeo del 1997a Tenerife, avevo 17 anni. Eravamo a tavola dopo una giornata intera di gare, la fame e la sete erano incalcolabili, tutti ordinammo da mangiare e io venni servito per ultimo; quando arrivò il piatto (dopo circa un’ora ) non era quello che avevo chiesto e allora dissi al cameriere con un tono non proprio cordiale che avevo chiesto il piatto come il mio compagno a fianco (Luca V.), e mentre indicavo il piatto, mi accorsi che era lucido come se non avesse mai mangiato e continuando a dirgli “la pasta era con i funghi….. i funghi “ tutti scoppiarono a ridere, perchè non solo parlavo in italiano in Spagna ma in più nel piatto non c’era nulla!
Nel corso della tua carriera agonistica qual è stata l’emozione più grande che hai avuto sul tatami?
Senza dubbio la gara indimenticabile è il mondiale vinto in Messico nel 2004. Vittoria memorabile 5-0 sul Giappone che arrivava da 7 titoli mondiali consecutivi.
E’ vero che stai preparando un evento per il lancio ufficiale del tuo sito internet?
Si, il 17 Novembre 2007, a Barlassina farò l’inaugurazione del mio nuovo sito con l’intento di dare modo a tutti coloro che sono appassionati di poter aprire sul web una nuova pagina dedicata al mondo Karate intitolata www.vincenzofiguccio.com .Spero vengano in molti dato che lo staff che ha pubblicizzato l’evento ha fatto un ottimo lavoro e saranno messi in regalo molti gadjet per tutti coloro che saranno presenti.
Quale consiglio daresti oggi ad un giovane praticante che sogna di imporsi nelle competizioni come hai fatto tu?
Il consiglio che posso dare è sicuramente frutto di anni di gare ed è quello di vivere l’agonismo con passione, serietà ma con divertimento; di portare sui tatami di tutto il Mondo quello che finora ci ha sempre distinto da tutti e cioè l’umiltà, il rispetto dell’avversario e la voglia di vincere.Fare agonismo deve essere un mezzo per crescere e affiancarsi persone di cui ti puoi fidare ciecamente come io con i miei due compagni di squadra, Luca Valdesi e Lucio Maurino.
Parliamo del sogno di ogni sportivo. Quanto ci avresti tenuto a partecipare ai Giochi Olimpici?
Io per la partecipazione ad una Olimpiade sarei stato disposto a rinunciare ai titoli Mondiali vinti, ma dal momento che non ci sarà per me la possibilità di parteciparvi per problemi legati all’età, proverò a mettere a disposizione la mia formazione alla federazione FIJLKAM con l’auspicio di poter accompagnare, chissà magari, da tecnico federale un atleta, insieme ai miei due compagni di squadra, vivendo in una forma diversa l’emozione Olimpica. Colgo l’occasione per fare “l’imbocca a lupo” ai ragazzi del Judo e della Lotta che si sono qualificati per i Giochi Olimpici di Pechino 2008.
In conclusione. Come vedi il Vincenzo Figuccio del futuro?
Forse ho già un po’ anticipato nella risposta precedente, ma vorrei contribuire alla continua evoluzione del karate come sport e per questo mi sto istruendo il più possibile .Credo che aver raggiunto grandi apici nello sport come agonista non sia sufficiente e che bisogna conoscere lati che solo l’istruzione scolastica ti può dare. Sto riuscendo a far questo grazie anche alla possibilità che il Centro sportivo Carabinieri mi dà e sinceramente sono molto soddisfatto di questo percorso.
Saluti e ringraziamenti.
In questo cammino che continua e diventa sempre più bello le persone da ringraziare sarebbero infinite; vorrei aspettare il giorno che termino la carriera agonistica per nominarli tutti. Per ora mi và di darvi appuntamento prima ai Campionati europei di Tallin 2008 e successivamente ai mondiali di Tokyo 2008 con l’auspicio di proporre il Karate italiano sempre ai massimi livelli.Quindi voglio porre un arrivederci e non concludere qui un capitolo agonistico ancora molto aperto e spero florido di vittorie.

