Karate and Martial Arts Magazine


Makotokai: intervista al M°Paolo Bolaffio
4 Dicembre 2007, 11:07 am
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Quest’oggi abbiamo il piacere e l’onore di intervistare un grande mestro di Karate, un personaggio che ha fatto dell’arte di Okinawa la propria Via: Paolo Bolaffio, ideatore del metodo Makotokai.

Buongiorno Maestro e grazie per aver accettato di parlare con noi di Karate Mag.

Grazie a Voi per l’onore che mi riservate. 

Domanda di rito. Come ha iniziato e come si è avvicinato alla pratica del Karate?

Ho iniziato a praticare la Scherma (spada e fioretto) all’età di 5 anni. Quando avevo circa 8 anni, alla fine del nostro allenamento, in una sala adiacente alla sala Scherma, vidi un giovane giapponese vestito di bianco fare dei bellissimi “gesti” nell’aria con una armonia che ricordo mi affascinò in modo addirittura violento. Mi misi spesso a guardarlo seduto in silenzio ed un giorno con un ampio sorriso in un italiano molto stentato mi chiese se volevo “fare un poco con lui”. Non si trattava di un corso, non vi erano altri allievi e nessuno sapeva cosa in realtà stesse facendo quel giovanotto giapponese. Diventai senza saperlo allora un suo allievo. Egli era in Italia per studiare ospite di una famiglia Italiana i cui padri si erano conosciuti per qualche motivo in tempo di guerra. All’inizio neanche riuscivo a capire cosa stessi facendo ma quei movimenti perfetti erano in qualche modo “già conosciuti” e non mi fu più possibile smettere.

Nel corso del tempo, durante i suoi studi, ha incontrato degli insegnanti o dei compagni di allenamento che hanno contribuito direttamente a formare la sua visione del Karate e il suo modo di praticarlo?

Diverse “esperienze Marziali” si sono poi negli anni susseguite, quando in Italia pochi ancora sapevano cosa fosse il Karate Do. Ho avuto la fortuna di praticare ed allenarmi con nomi molto famosi e con sconosciuti di abilità a volte anche superiori. Molti credono che io sia da sempre un “tradizionalista”…niente di più errato. Ho praticato, tra i primi in Italia, il Full Contact con il Maestro e caro amico Jean Paul Pace, ex Nazionale della “grande” Francia, quella di Dominique Valerà per intenderci. Ho avuto la grande fortuna di partecipare invitato ed introdotto dal Maestro Zimmerman di Vienna ad uno Stage di Soke Oyama Masutatsu, che devo dire mi colpii molto per la sua grande carica umana e la precisione delle spiegazioni che niente lasciavano al caso. All’epoca, durante l’estate, mentre gli amici andavano e partivano per vacanze all’insegna del divertimento, io con il mio zaino partivo da solo per l’oriente per cercare chi mi potesse insegnare “di più”. Ricordo bene di aver dovuto vendere la mia moto per comperare il primo biglietto aereo.Ho provato il Kalaripayat in India, la Thai in Tailandia, il Silat, molti stili Cinesi ed ovviamente il Karate ad Okinawa con il Maestro Sugino. Cercavo le “radici” cercavo di comprendere meglio quello che mi era stato detto: le Arti Marziali sono una montagna e la cima è una sola. Credo solo adesso di aver capito e mi considero solo un allievo dei miei Maestri. Dal 1983 l’esperienza con il Maestro Shirai, il Maestro Kase, Il Maestro Enoeda mi ha molto segnato. Nella grande Scuola del Maestro Shirai ho incontrato Maestri e grandi persone, veri amici e non. Il Maestro Maurizio Marangoni poi è stato per me come un fratello maggiore e da lui ho appreso molte verità (a volte anche scomode) che continuo a riportare ai miei allievi. Sono stato Fondatore dell’ISI e suo Vice Presidente, della FIKTA, e di altri enti ed organizzazioni mondiali ed europei. Direttore Tecnico della FESIK e Direttore di Gara Mondiale nella WKC, nonchè fondatore e Direttore Tecnico della FEDIKA dalla quale mi sono ritirato per poter meglio concentrarmi sullo studio del mio metodo, il Makotokai. 

Che cosa significa per lei Karate Do? 

Escludendo le radici storiche che tutti ben conosciamo, le cose per me stanno così: un bel giorno camminando per una strada tranquilla incontri una persona. “buongiorno, ti dice, il mio nome è Karate Do…tu come ti chiami?” Da qui inizia una conversazione che porta il nuovo amico dopo un po a dirti: “sei una persona interessante, posso unirmi alla tua Via?”  Il Karate Do non è una sola Via e non ha un solo significato. Non siamo noi che ci incamminiamo lungo la Via del Karate ma è il Karate Do che segue la nostra Via, nel bene e nel male, gratificandoci con la sua presenza. Il Karate Do è come uno strumento, ad esempio un violino. Molti lo usano bene cercando di imparare a suonare ed alcuni diventano Maestri concertisti e famosi solisti, altri lo lasciano li ad invecchiare o lo fanno diventare un ricordo ed altri poi cercano di trasformarlo in una tavola da surf oppure lo usano per piantare chiodi… Non siamo noi a camminare sulla strada del Karate è impossibile. Esiste solo la Via del Karate che noi crediamo che sia, ma sbagliamo ancora perchè quella è solo la nostra vita ed è il Karate Do che si compiace di seguirci. Esiste solo il significato personale del Karate Do, esso varia da persona a persona. Credetemi, chi ha una opinione precisa sul significato filosofico (non storico) del Karate Do in realtà offre solo la sua interpretazione ed è per definizione un principiante.  

Che cosa l’ha portata ad un certo punto della sua vita da marzialista a diventare insegnante?

Il puro caso… Ho studiato Fisica all’università e non ho mai voluto specificatamente diventare un insegnante di Arti Marziali. Confesso che la cosa che mi interessa di più ancora oggi è migliorare la mia tecnica e la comprensione della Vita. L’insegnamento, seppur accurato e consapevole, era un effetto collaterale, come “missione” l’ho completamente accettato solo da pochi anni.  

Quale significato ha per lei la parola “maestro”?

Maestro è colui che sà, fà e fa fare. Indica la Via a coloro che la cercano ed aiuta chi rimane indietro. Maestro è colui che non si accontenta di conoscere la tecnica di combattimento ma cerca di comprendere la Vita nella sua interezza. Maestro è chi ha sbagliato più degli altri e quindi può spiegare l’errore. Maestro è colui che impara da tutto ciò che lo circonda, ed infine, Maestro è chi vivendo impara a morire e morendo insegna la vita. Detto tra noi…mi ci sono voluti molti anni di errori per diventare un buon Insegnante, adesso cerco di migliorarmi ancora. 

Sappiamo che lei è un uomo di cultura, sempre alla ricerca di nuovi stimoli e di esperienze formative, ci illustrerebbe gentilmente come e perché è arrivato all’elaborazione del suo metodo chiamato “MAKOTOKAI”?

Innanzi tutto Vi ringrazio per non averlo chiamato Stile. Sapeste che piccola baraonda e tempesta mentale genera nei più la parola Stile. Il Makotokai è un metodo di allenamento che è stato creato da me e dai miei allievi negli anni basandosi su molte esperienze personali. La base del Makotoaki è il Karate Shotokan e da esso si parte. Una delle caratteristiche più interessanti del Makotokai è il movimento a “recupero di energia” che consente un grande risparmio energetico ed una maggiore efficacia dei colpi. Questo proviene dal mio studio delle Arti Cinesi con il grande Maestro Ho, dal quale sono stato chiamato Figlio.  

Quali sono le caratteristiche principali del Karate Makotokai? Quali studi sono previsti all’interno di questo metodo? Quali sono gli obiettivi della pratica?

Come ho detto, una delle caratteristiche più interessanti del Makotokai è il movimento a “recupero di energia” che consente un grande risparmio energetico ed una maggiore efficacia dei colpi. Per provare le nostre teorie e quello che facevamo abbiamo costruito una macchina che misura oltre all’impatto anche l’accelerazione e lo scostamento dall’asse perfetto di trasmissione della forza.L’abbiamo chiamato MAIMAC che significa Makiwara – impattometro – accelerometro. Tramite questa macchina abbiamo scientificamente provato che gli atteggiamenti tipici del Karate Tradizionale e le sue tecniche non solo non sono efficienti in termini di velocità ma anche scarsi in termine di forza di penetrazione. Questa era già una ipotesi ma usando una macchina e criteri di esperimentazione scientifica con sistemiin doppio cieco, abbiamo definitivamente dimostrato che gli atteggiamenti forzati di alcune tecniche fondamentali non solo sono controproducenti in termini fisiologici ma anche del tutto privi di quella potenza leggendaria che è stata inculcata in occidente da leggende, films e racconti vari. Il MAIMAC ci ha poi portato sull strada giusta, indicandoci quail erano e sono I correttivi per trasformare una tecnica di potenza mediocre in qualcosa di veramente efficace. Ed eccoci al Makotokai… I fondamentali Makotokai sono su misura e non impongono un canone stilistico rigido. I fondamentali Makotokai rendono più libero chi pratica guidandolo ad una reale ed efficace trasformazione. Difficile spiegare oltre ed a parole,comunque per fare un esempio, tutti coloro i quail si sono prestati a poche ore di studio sulla macchina hanno migliorato la potenza dei loro colpi fino a moltiplicarla per più volte. Vorrei aggiungere che sono stati “usati” Karateki esperti sia Italiani che Giapponesi e tutti si sono ampiamente stupiti dei risultati. La chiave è quell movimento a recupero di energia di cui parlavo prima. Ovviamente, perchè praticare la ricerca della potenza dei colpi se poi non si colpisce niente? Ecco quindi la necessità di avere un Karate a contatto per poter lavorare con più chiarezza di idée. Molti credono che il Makotokai sia un sistema simile allo stile Kyokushinkai ma non è così, certo c’è il contatto ma le radici ed il modo di muoversi sonon completamente diversi.Difficile da spiegarsi sulla carta, ma credetemi se vi dico che inventare l’acqua calda non è il mio stile di vita. 

Le sue lezioni e i suoi stage si contraddistinguono da quelle di molti altri insegnanti per la serenità e l’armonia di fondo. Crede che queste siano indispensabili per la formazione dei praticanti?

Non esiste vera forza se non vi è armonia. Non ci può essere trasmissione da parte di un insegnante ad un allievo se non vi è armonia. Il Maestro di Arti Marziali impartisce lezioni, esse a volte sono facile ed a volte sono dure ma non vi è motivo per non insegnare che tutto si muove in armonia e semplicità. Io credo di essere una persona fortunata ed è per me un onore che gli Allievi vogliano da me imparare. Con questo atteggiamento di riconoscenza io mi accingo sempre ad insegnare. Diversamente non potrei. 

Quali altre arti marziali conosce in maniera approfondita oltre al Karate? 

Pratico con assiduità lo studio del Taiji e  del Pa Kwa Chang oltre alle cinque armi cinesi classiche. 

Che cosa l’ha spinto verso lo studio di altre discipline?

La bravura dei Maestri che ho avuto la fortuna di incontrare. Nel passato ero solito chiedere di confrontarmi in combattimento amichevole con chi avevo di fronte. Solo così è possible comprendere che chi hai incontrato è in grado di poterti insegnare qualcosa. Molte volte ho incontrato solo “forme” ma sono stato fortunato ed  alla fine ho incontrato il mio Maestro il mio secondo Padre. Egli ha colmato I miei vuoti e completato il mio addestramento di base.

Le riporto alcune frasi scritte su una dispensa per tecnici della sua passata organizzazione, inerenti allo scopo sportivo e al problema olimpico del Karate:            “….c’è da augurarsi che il Karate riesca un giorno ad essere assorbito tra le discipline                     organizzate dal Comitato Internazionale Olimpico (C.I.O.). Il traguardo olimpico aprirà così  una nuova fase di espansione del Karate che porterà ad una dimensione veramente internazionale, un qualche cosa che non riguarderà più i soli addetti ai lavori…..”

Condivide ancora questa opinione?

Se il Karete andasse all Olimpiadi sarebbe un bene per il Karate sportivo ed un probabile disastro per il Karate tradizionale. Personalmente credo che tutto ciò che deve accadere è un bene, anche quando appare diverso e quindi se il Karate andrà alle Olimpiadi ben venga. Noi continueremo a studiare  comunque.

Che cosa si augura per il Karate del futuro e i suoi praticanti?

Il Karate può essere un incontro positivo per una persona. Il Karate del futuro non sarà diverso dall’uomo del futuro, quindi mi auguro che sia un Karate sorridente, potente (intelligente) e sereno, come vorrei che fosse l’uomo del futuro. 

Se una persona volesse praticare con lei ed i suoi allievi cosa deve fare?

Semplicemente venire ad allenarsi in uno dei numerosi appuntamenti aperti che abbiamo durante l’anno. Troverà persone simpatiche ed aperte che si allenano con serietà e consapevole serenità. Grazie Maestro per la sua cortesia. Le auguriamo tutto il bene possibile per lo sviluppo e la divulgazione del MAKOTOKAI. Le diamo appuntamento per un’altra chiacchierata per continuare questo viaggio nella ricerca del Karate Do.

Per coloro che ne volessero sapere di più ecco il sito ufficiale: www.makotokai.com www.makoto.it

In questi video potete vedere il M°Bolaffio all’opera:

http://it.youtube.com/watch?v=FzQd55ShBGA http://it.youtube.com/watch?v=Z79Yv1IEPfU&feature=related



Da campione di karate ad attore.
15 Ottobre 2007, 10:22 am
Archiviato in: Interviste

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Soprannominato la “Perla nera del karate” Seydina Balde, nato a Parigi nel 1976, si avvicina alla pratica delle arti marziali grazie ai film della stella anni ‘90 Jean Claude Van Damme. Membro della nazionale francese per molti anni, campione d’Europa e del Mondo di Kumite, atleta completo con tecniche di gamba e di braccia in repertorio. Proprio grazie alla sua prestanza fisica e alle sue abilità supera provini importanti, tra le sue apparizioni citiamo “Danny The Dog” con Jet Li e Morgan Freeman e l’ultimo film di James Bond “Casino Royal”.

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http://it.youtube.com/watch?v=USNOw1CjVdM

http://it.youtube.com/watch?v=7HqnDrEZEoU



Alessio “Legionarius” Sakara
8 Ottobre 2007, 1:52 pm
Archiviato in: Interviste, MMA

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Abbiamo contattato e intervistato il n°1 degli sport da combattimento e delle arti marziali miste italiane, il vero orgoglio di tutti gli appassionati del settore, un ragazzo che non ha paura di nulla, partito dalla periferia di Roma e ora presente sull’ottagono più famoso del mondo, il tanto ambito UFC. Signore e signori: Alessio “Legionarius” Sakara.

Ciao Alessio, grazie per aver accettato la nostra intervista e benvenuto su Karate Mag!

Fai parte di uno dei circuiti più importanti del mondo delle arti marziali miste, l’UFC, come sta andando questa esperienza?

Bene! Ho avuto alti e bassi ma ora ho una carriera più stabile, vivo a Miami e mi alleno con i migliori lottatori di ju jitsu al mondo. In più come ben saprai in quella città e’ pieno di pugili ,quindi è il luogo perfetto per trovare gli sparring e questo mi ha permesso ad entrare tra i migliori 10 al mondo della mia categoria di peso.

Per arrivare lì dove sei tu ora, avrai dovuto sicuramente compiere mille sacrifici e rinunciare a molte cose. Ci racconteresti i tuoi esordi?

La prima cosa cui ho rinunciato è stata la famiglia. Sono molti anni che vivo lontano da casa, 5 per la precisione, purtroppo torno poco in Italia. La mia vita agli inizi carriera è stata davvero difficile, pochi soldi ma la mia persistenza mi ha fatto arrivare dove volevo io.

Quanto e come si allena un lottatore professionista per affrontare incontri di UFC?

Quando si è lontani da un incontro, quindi 3 mesi prima , ci si allena un’ora al giorno solo per un mantenimento e per far riposare fisico e mente, quando si arriva a 2 mesi dall’incontro si passa a 6 ore al giorno divise tra mattina e sera.

Guardando i tuoi incontri si può notare la tua ottima base pugilistica, hai mai avuto difficoltà nel combattere utilizzando anche gli arti inferiori e le tecniche di lotta?

Sono molto forte anche nella lotta, questo perchè il mio maestro e stato sempre Riccardo De La Riva, uno dei migliori maestri di tutta la storia del jiu jitsu brasiliano, solo che mi piace scazzottare contro il mio avversario, penso sia più spettacolare per i tifosi!

Hai mai avuto dei modelli di riferimento? O meglio, ci sono dei lottatori che hanno influenzato il tuo modo di combattere?

Agli inizi Vitor Belfort e come gia ho detto più volte mi piace molto Randy Couture.

Ci sono dei colleghi che stimi sia come atleti che come amici?

I miei maestri Boca, De La Riva, Dezeo e logicamente il maestro dei maestri per me è Silvano Falloni, che è ancora oggi il mio maestro di boxe in Italia. Per me lui è stato e sarà sempre un esempio di vita!

Credi sia importante per un lottatore creare spettacolo all’interno dell’ottagono?

Io combatto con il cuore e con l’anima, questo di conseguenza porta spettacolo, non so se sia importante ma di sicuro nei miei incontri non ho mai sentito dei tifosi gridare Bhhhhhhhhhhhhuuuuuuuuuuuuuuuuu……..

Che cosa si prova sentirsi acclamare dalla folla in un paese completamente diverso dal tuo e a rappresentare con orgoglio l’Italia?

E’ uno dei punti di forza che mi fa combattere sempre al massimo! Anche nelle mie sconfitte la gente dopo l’incontro si avvicinava e mi diceva che gli era piaciuto tantissimo il mio modo di combattere, questo perchè siamo latini e come ben sai sempre guerrieri!

Passiamo ora a domande su argomenti più leggeri.Gli incontri di UFC vengono seguiti anche da star e da personaggi americani. Sei diventato amico di qualcuno di loro?

Sono stato a cena con diversi personaggi quando vivevo a Los Angeles. Mi sono anche allenato con Cuba Gooding Junior, attore e personaggio della televisione al quale piaceva il mio modo di combattere, che per questo motivo mi mandò a chiamare quando seppe che mi trovavo in città.

Riesci a ritagliarti del tempo per il divertimento, per uscire con gli amici e rilassarti?

Solo dopo gli incontri mi concedo 3 settimane di vacanza, cerco sempre di rientrare in Italia per stare con amici e parenti.

Complimenti per l’ottimo sito internet e per l’organizzazione che sta alle spalle del tuo operato. Quanto credi sia importante comunicare con i fan e crearsi un’immagine?

E’ importantissimo, si combatte anche per loro! Poi i fan veri ci sono sempre e fa piacere sentirli quando si esce da una sconfitta, per questo sono sempre più coinvolto nei loro confronti e per questo mi alleno tanto anche per loro.

Hai un consiglio da dare a tutti i praticanti che stanno leggendo questa intervista?

Qualsiasi cosa facciate, metteteci corpo e spirito, verrete ben ripagati.

Ultima domanda di rito. Progetti per il futuro?

Vincere ;-)

Sei veramente il n°1. Grazie per aver parlato con noi. Un grosso in bocca al lupo per la tua carriera e alla prossima!

Per chi ne volesse sapere di più: www.alessiosakara.com

Video: http://it.youtube.com/watch?v=XS3eob0Wy90

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