Karate and Martial Arts Magazine


The King of URAMAWASHI: Davide Benetello
19 Ottobre 2007, 8:10 pm
Archiviato in: Karate, Kumite

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Karate: speciale Kumite. 

Oggi abbiamo l’onore e il piacere di intervistare un personaggio italiano famoso in tutto il mondo grazie alle sue tecniche di gamba, un vero e proprio tiratore scelto. Un atleta che ha aiutato senza dubbio il Karate da competizione ad evolversi e a raggiungere i massimi livelli di spettacolarità: il grande Davide Benetello.

Ciao Davide, benvenuto su Karate Mag, come vanno le cose?

Molto bene Grazie, mi sono sposato il 22 Settembre con la mia compagna Debora, il libro della mia biografia prosegue bene e sto’ costruendo la mia casa. Un periodo duro ma ricco di soddisfazioni. Inoltre se ci aggiungi che gli stage dove sono richiesto sono in aumento, significa che il mio lavoro è apprezzato e ne vado fiero.

Parliamo dei tuoi inizi, che cosa ti ha attirato verso il mondo del Karate e del Kumite?

Semplicemente la curiosità,e qualche scena di film di arti marziali. Quello che più importa in questo caso è quello che mi ha trattenuto: un bravo maestro, dei validi programmi e un gruppo di ragazzi motivati a crescere.

Quando eri un ragazzo alle prime armi, chi erano i tuoi punti di riferimento in campo agonistico?

Quali erano i campioni che ammiravi di più?

Ti sembrerà strano, ma non avevo punti di riferimento, non guardavo videocassette di competizioni importanti e non conoscevo neanche i campioni dell’epoca, solo nel maggio del 1988 sono andato a vedere i Campionati Europei di Genova e li ho capito cosa fosse il Karate o meglio il Kumite e dove volevo arrivare.

 Il 16 dicembre scorso a Nuvolera (Bs) hai dato ufficialmente l’addio alle gare con una festa. Come ci si sente dopo molti sacrifici, impegni e rinunce, a dover lasciare il mondo che per anni ti ha visto protagonista?

Dura, durissima, ma la mia carriera agonistica è durata 20 anni, e ho vinto tutto quello che si poteva vincere, alcune volte ho anche rivinto. All’età di 34 anni, ho ritenuto che fosse ora di staccare la spina.

Secondo te chi ha raccolto la tua eredità sul tatami? Chi potrà lasciare un segno particolare grazie alle sue doti come hai fatto tu?

 Molti atleti in questo momento sono veramente bravi e sicuramente Stefano Maniscalco nei pesi massimi e’ il testimonial dello spettacolo sul tatami. Mi piace anche ricordare che la costanza negli anni e’ sinonimo di Campione, in questo fanno da padrone i vecchi lupi del tatami come Loria,Ortu, Leal, Sabanovich…

Quali sono attualmente gli atleti che ti piacciono di più del panorama internazionale?

A mio avviso negli ultimi anni il livello del Karate internazionale è calato, la colpa principale di questo è l’eslusione dai giochi olimpici avvenuta nel luglio 2005. Penso che se il Cio ammettera’ il Karate nel programma olimpico 2016 ci sara’ un incremento di interesse e di livello. Alcuni atleti, comunque restano dei fuoriclasse! Gennaro Talarico, Maniscalco, Loria, Guerunov, Otto, Pinna, Agahiev, Busa’ e Ortu e molti altri ancora, vincerebbero in ogni epoca.

 La tua tecnica più famosa e più temuta dai tuoi avversari è sicuramente l’uramawashi da gamba posteriore, tanto è che ti sei guadagnato il soprannome di “The King of Uramawashi”. Quanto hai dovuto lavorare per crearti una “special tecnique” di quel livello?

 Il mio allenamento è sempre stato costante negli anni e durissimo negli anni in cui puntavo al titolo Europeo e Mondiale. Per creare una “special tecnique” bisogna allenare tutto il Karate con particolare attenzione alla catena muscolare interessata al gesto specifico….fino ad un certo punto, perchè bisogna ricordarsi che il troppo storpia e ripetere un movimento all’infinito perde nel tempo la sua istintività naturale. La cosa più importante è l’esecuzione della tecnica, la ferrea convinzione che stiamo eseguendo una tecnica che sta andando a bersaglio!

Quanto è importante nel Karate moderno la componente fisico-atletica?

Tanto, tantissimo, ma e’ altrettanto importante saper combattere, anzi sicuramente molto piu’ importante la tattica e la scelta di tempo. La preparazione atletica è fondamentale per un campione che oramai possiede una ottima tattica e tecnica, ma è di secondo piano per chi ancora la tecnica deve masticarla bene.

Quanto conta la fantasia in un atleta di Kumite?

Molto per diventare un fuoriclasse, ma non e’ indispensabile per diventare un buon combattente.

Come si allena un atleta per arrivare ai tuoi livelli?

Si allena  due volte al giorno e almeno  Dieci volte alla settimana, per due ore ad ogni seduta di allenamento.Il tutto divi so tra Karate, preparazione atletica e preparazione con i pesi.

Sappiamo che stai scrivendo un libro, ce ne vuoi parlare?

Certo, anche se non voglio dirvi molto. Sara’ una Biografia scritta da Daniele Benvenuti, in cui all’interno ci sara’ di tutto su di me  e anche “forse :-) ” Karate!

Ci racconteresti un episodio divertente della tua vita da atleta?

Voglio farvi una sorpresa………….leggete il libro  !!!! Uscira tra Natale e Gennaio!

Nel corso della tua carriera agonistica qual è stata l’emozione più grande che hai avuto sul tatami?

Quando ho vinto la medaglia di rrozo contro il Francese Balde ai Mondiali di Rio de Janeiro 1998, dopo un recupero da 4 a 0  per lui a 6 a 5 per me. Uscendo dal tatami abbracciai mio padre in lacrime. Fu bellissimo!

Quali sono stati gli avversari in gara che hai stimato di più sia come atleti che come persone e amici?

I miei avversari storici sono stati il Francese Chardieu e il Francese Balde’, avversari con i quali sono rimasto buon amico anche fuori dal tatami.

Hai fatto parte per anni di uno dei gruppi sportivi militari più importanti e prestigiosi d’Italia, le Fiamme Gialle. Come vedi questa decisione di non arruolare più atleti per il Karate?

Una cosa assurda, motivata solamente dal fatto che il Karate non è uno sport Olimpico, ma lo sarà certamente !  Spero solo che quando il Cio nel 2009 voterà per il Karate olimpico, le Fiamme Gialle apriranno di nuovo i battenti. Nel nostro gruppo c’era un grido di battaglia ” Fiamma Gialla ancora una volta, Fiamma Gialla per tutta la vita !”

Cosa ricorderai con piacere e che cosa ti mancherà di quel gruppo?

Ricorderò per tutta la vita di aver fatto parte del gruppo più forte del mondo del karate e di esserne stato il capitano e mi mancherà la voglia di allenarsi e vincere e lo spirito di gruppo che si respira in quell’ambiente!

Che cosa ti hanno dato e cosa ti hanno trasmesso nel corso del tempo i tuoi insegnanti e allenatori?

Sono sempre stato un atleta ed una persona che sa ascoltare e cerca di capire i vari problemi visti da varie angolazioni, tutti i miei allenatori mi hanno dato qualcosa per diventare la persona che sono ora, nella palestra prima e nel gruppo sportivo dopo, questo argomento sarà molto più approfondito nel mio libro!

Quale consiglio daresti oggi ad un giovane praticante che sogna di imporsi nelle competizioni come hai fatto tu?

Costanza, pazienza, volontà, lungiumiranza e una marea di umiltà!

Parliamo del sogno di ogni sportivo. Quanto ci avresti tenuto a partecipare ai Giochi Olimpici?

Ho versato lacrime ad ogni cerimonia di apertura dei molti giochi olimpici ai quali avrei potuto partecipare in 20 anni  di carriera! Darei tutte le mie medaglie ad eccezione del titolo mondiale per una qualsiasi medaglia olimpica.

In conclusione. Come vedi il Davide Benetello del futuro?

Sai che non lo so’ ! Sono comunque molto positivo! Penso e spero di essere anche un buon tecnico! Collaboro con molte palestre e anche con nazioni straniere, sai come si dice….”Se son rose…fioriranno”!! La vita extra Karate va anche molto bene, mi sono sposato recentemente e sto finendo la costruzione della mia casetta!

E in vece il Karate del futuro?

Lo vedo molto bene solo se il Karate diventerà Olimpico e se i nostri vertici politici permetteranno ai liberi imprenditori di entrare in questo mondo con la possibilità di organizzare eventi  bypassando la nostra burocrazia!

C’è qualche cosa che non ti abbiamo chiesto di cui vorresti parlare?

Questa intervista è stata molto profonda e più o meno ho parlato di tutto quello che è il mio mondo…una cosa ancora, mi piace da impazzire, anche se non sono Maradona, giocare a calcetto!

Saluti e ringraziamenti.

Grazie a te Pierluigi, valido karateka e personal Web Master, per avermi dato la possibilità di dividere con gli altri le mie sensazioni e le mie esperienze nel mondo del Karate! Un abbraccio Davide Benetello! 

Grazie per la disponibilità e la cortesia che da sempre ti ha distinto da atleta e ora da docente.

www.davidebenetello.com 

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